L’ORSO POLARE: DALL’ACQUA AI RIFIUTI

Orso polare

In occasione della Giornata Mondiale dell’ orso polare, il WWF lancia l’allarme: entro 35 anni perderemo per sempre il 30% degli orsi polari attualmente esistenti.

Oggi, l’orso polare è il simbolo degli animali in via d’estinzione.

 Il Re dell’Artico è considerato il più grande carnivoro terrestre del Pianeta e vive nei ghiacci marini del Polo Nord, dove si stima la presenza di circa 22.000-31.000 orsi, un numero destinato a scendere a causa dei cambiamenti climatici, pesca e traffico marittimo.

Orsi allo stremo delle forze e atrofizzati dalla fame sono il risultato dell’alto tasso di inquinamento nel sistema artico

La condizione dell’orso polare sta peggiorando vertiginosamente a causa degli effetti del riscaldamento globale, infatti le emissioni di gas serra, provocate dalle attività dell’uomo, hanno contribuito all’innalzamento delle temperature con il conseguente scioglimento dei ghiacci.

Tutto ciò ha messo a rischio la vita degli orsi polari che sono costretti a rimanere per molto tempo lontani dalle zone di caccia, raggiungibili solo spostandosi tra i piccoli lastroni di ghiaccio rimasti e percorrendo lunghe distanze a nuoto.

La scarsità di cibo porta gli orsi a dover ripiegare nelle proprie energie per la sopravvivenza e inoltre sono sempre più indotti a nutrirsi di bacche e rifiuti. Non sono mancati casi in cui gli orsi si sono avvicinati alle abitazioni per frugare tra la spazzatura alla folle ricerca di cibo, come nell’arcipelago della Novaya Zemblya, in Russia, dove è stato introdotto lo stato di emergenza.

Questa trasformazione dell’habitat ha portato ad un aumento dei conflitti tra i predatori affamati e gli uomini impauriti, che per difesa rispondono con il fuoco. Per fermare questa carneficina, gli ambientalisti stanno cercando delle valide soluzioni per garantire la sicurezza delle popolazioni dei villaggi e degli stessi orsi polari, ad esempio costituendo delle squadre per tenerli lontani dai villaggi senza fargli del male.
Un altro fattore che ha compromesso la vita di questi animali è la presenza di tonnellate di rifiuti prodotti dall’uomo, che riempiono l’Artico. Le sostanze tossiche che ingeriscono producono in loro una bassa concentrazione di vitamine, ormoni e anticorpi e ciò provoca delle conseguenze nelle funzioni fisiologiche come nella crescita e nella riproduzione, infatti gli orsi denutriti e meno sani hanno un tasso di riproduzione più basso e ciò aumenta il rischio di estinzione.

Nonostante le campagne di sensibilizzazione del WWF e di altre numerose organizzazioni, la situazione è destinata ad aggravarsi.  

L’azione dell’uomo, che è stata la causa scatenante di questa devastazione è al contempo l’unica ancora di salvezza per questi animali. Ricordiamoci che anche nel nostro piccolo, ciascuno di noi può rallentare la distruzione dell’ambiente e di conseguenza migliorare la vita  degli orsi polari. 

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