RITENZIONE IDRICA E SALE: I CIBI INSOSPETTABILI

Crostino con cetriolo

La ritenzione idrica, cioè l’accumulo di liquidi nell’organismo, è un disturbo molto diffuso e tendenzialmente colpisce addome, cosce e glutei. È risaputo che l’utilizzo frequente di sale o il consumo di cibi ricchi di questa sostanza ne può facilitare la comparsa.

Esistono 5 categorie di ritenzione idrica:

circolatoria, causata dall’accumulo di liquidi negli spazi interstiziali fra una cellula e l’altra;

– secondaria, subentra quando ci sono patologie gravi;

– iatrogena, provocata dall’abuso di farmaci;

alimentare, causata soprattutto dall’uso del sale;

– da sindrome premestruale, conseguenza del naturale ciclo mestruale.

Per combattere la ritenzione idrica non esiste una sola soluzione, ma è necessario unire un’alimentazione sana ipocalorica con l’attività fisica, dimenticando sigarette ed alcol!

Per quanto riguarda la ritenzione idrica alimentare, ci sono dei consigli che possono migliorare la situazione. Il primo passo è quello di evitare più possibile cibi salati e moderare l’utilizzo di sale in cucina.
Di seguito invece, vi sveliamo alcuni alimenti che fanno parte della nostra routine che andrebbero assolutamente evitati a causa dell’altissima quantità di sale che contengono.

  • Preparati per la cioccolata calda: pratici, buoni, veloci ma con un altissimo contenuto di iodio.
  • Cornflakes: quelli classici reperibili nei supermercati hanno una percentuale di sale uguale a quelli gusto caramello o cioccolato (0,34g a porzione);
  • Insalate preconfezionate in busta;
  • Maionese, non contiene solo grassi, ma anche un alto apporto di sale;
  • Hummus già pronto acquistato negli ipermercati;
  • Salsa di soia, 100g contengono una quantità di sodio tale da superare del 20% la razione minima giornaliera consigliata;
  • Cibi confezionati o già pronti come salse, sughi, carne cotta a fette, zuppe che possiedono una grande quantità di sodio, utilizzato non solo per insaporire i cibi, ma anche per prolungarne la conservazione;
  • Formaggi: pecorino, feta greca, taleggio, contengono una maggiore quantità di sale rispetto a mozzarella e ricotta;
  • Olive in salamoia: hanno più sale delle classiche verdure sott’aceto;
  • Insaccati, secondo l’analisi del contenuto di sodio di 32 prodotti di salumeria eseguita dal Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione Nut/Cra,  risulta che il prosciutto crudo è quello che contiene più sale, a differenza della mortadella che si trova invece all’ultimo posto.

Un consumo eccessivo di alimenti salati può provocare dei danni nella salute dell’uomo; secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, nella propria alimentazione giornaliera non si dovrebbe superare la dose di 2 grammi di sodio, che corrispondono ad un cucchiaino da tè.

È importante controllare sempre le etichette dei prodotti che si acquistano per verificare il contenuto di sodio.

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